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Diritti di chi affronta un percorso oncologico: tutele, agevolazioni e informazioni utili

Riportiamo, dal sito di ANDOS Nazionale ETS, tutte le informazioni riguardanti i diritti, le tutele socio-sanitarie, le agevolazioni economiche e le misure di sostegno previste per chi affronta un percorso oncologico.

Conoscere i propri diritti è fondamentale per non rinunciare a ciò che la legge riconosce alle persone malate e alle loro famiglie: esenzioni sanitarie, permessi lavorativi, benefici economici, assistenza domiciliare e strumenti di tutela.

Tutela socio-sanitaria e facilitazioni di legge

Per accedere ai benefici previsti dalla legge — relativi al lavoro, ai rimborsi per terapie, protesi, soggiorni ospedalieri e altre forme di sostegno — è necessario produrre certificazioni che attestino lo stato di salute.

Dal 1° gennaio 2010, le domande per ottenere benefici assistenziali e previdenziali devono essere presentate all’INPS esclusivamente in modalità telematica.

Invalidità civile e malattia oncologica

La procedura telematica

Le domande per il riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e delle prestazioni assistenziali o previdenziali devono essere inoltrate online all’INPS.

Il primo passaggio è rivolgersi al medico curante o a uno specialista abilitato, che rilascia il certificato medico introduttivo digitale. Il certificato ha validità di 90 giorni e viene trasmesso telematicamente all’INPS. Il paziente riceve una ricevuta con il numero identificativo della pratica.

Successivamente, i dati socio-economici possono essere inviati direttamente tramite il sito INPS, utilizzando SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronati, CAF o associazioni abilitate.

Iter accelerato per i pazienti oncologici

Per le persone con patologia oncologica è previsto un percorso più rapido: la visita medico-legale dovrebbe essere fissata entro 15 giorni dalla presentazione della domanda.

In presenza di documentazione adeguata, la Commissione può anche procedere alla valutazione sugli atti, evitando la visita in presenza.

Riforma della disabilità

La recente riforma della disabilità introduce una valutazione più moderna e multidimensionale della persona, non più basata soltanto sulla patologia, ma anche sugli aspetti sociali, relazionali e di vita quotidiana.

In alcune province italiane è già in corso una sperimentazione della nuova procedura gestita direttamente dall’INPS, con un unico accertamento integrato per invalidità civile, Legge 104 e disabilità.

Dal 2025 è inoltre possibile allegare online la documentazione sanitaria anche dopo l’invio della domanda, facilitando la gestione delle pratiche e delle revisioni. In caso di aggravamento della malattia, è possibile presentare una nuova domanda di aggravamento con la stessa procedura telematica.

Benefici economici e sociali

I benefici economici e sociali dipendono dalla percentuale di invalidità riconosciuta e dalla situazione reddituale della persona.

Invalidità civile totale al 100%

In caso di invalidità civile totale, per le persone tra i 18 e i 67 anni possono essere previsti la pensione di inabilità, l’esenzione totale dal ticket sanitario e ulteriori agevolazioni assistenziali e lavorative.

Se l’invalidità o l’handicap vengono riconosciuti per un periodo temporaneo, l’interessato sarà ricontattato per la visita di revisione.

Invalidità civile pari o superiore al 74%

Per chi ha un’invalidità civile pari o superiore al 74%, in età lavorativa tra i 18 e i 67 anni, è previsto l’assegno di invalidità.

Indennità di accompagnamento

Quando viene riconosciuta un’invalidità totale e permanente del 100% e la persona presenta gravi difficoltà di deambulazione o non è autonoma nello svolgimento delle attività quotidiane, è possibile richiedere l’indennità di accompagnamento.

La domanda deve essere presentata all’INPS in modalità telematica. L’assegno decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda ed è erogato per 12 mensilità. L’importo viene aggiornato annualmente e non è legato a limiti di reddito.

Pensione di inabilità

La pensione di inabilità spetta ai lavoratori dipendenti e autonomi affetti da infermità fisica o mentale, in presenza di specifici requisiti contributivi.

È necessario che l’infermità venga accertata dai medici INPS e che comporti l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa. Sono inoltre richiesti almeno 5 anni di assicurazione e contribuzione, di cui almeno 3 anni versati nei 5 anni precedenti la domanda.

La domanda va presentata all’INPS per via telematica e la pensione viene erogata per 13 mensilità.

Assegno ordinario di invalidità

L’assegno ordinario di invalidità spetta quando la capacità lavorativa è ridotta in modo permanente a meno di un terzo, in presenza dei requisiti contributivi previsti.

L’assegno ha durata triennale e può essere rinnovato su richiesta. Dopo tre rinnovi consecutivi diventa definitivo. Viene erogato per 13 mensilità e non è reversibile.

Assegno mensile per assistenza personale e continuativa

Il pensionato per inabilità assicurato INPS può richiedere l’assegno per l’assistenza personale e continuativa se non è in grado di camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o se ha bisogno di assistenza continua per le attività quotidiane.

La domanda può essere presentata anche insieme alla domanda di pensione di inabilità.

Esenzione ticket oncologico

Il riconoscimento dell’invalidità civile al 100% dà diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket per tutte le prestazioni sanitarie.

Le donne con tumore al seno hanno diritto all’esenzione totale dal ticket per le prestazioni sanitarie appropriate al monitoraggio della patologia, alla riabilitazione, alla prevenzione di aggravamenti, agli esami diagnostici, alle visite specialistiche e ai farmaci.

L’esenzione va richiesta all’Azienda ASL di residenza, presso l’Ufficio Esenzione Ticket, che rilascia il tesserino con codice di esenzione 048, relativo alle patologie neoplastiche. Il codice deve essere riportato dal Medico di Medicina Generale nelle prescrizioni inerenti ai controlli e agli accertamenti successivi.

Cure all’estero

L’assistenza sanitaria all’estero, se preventivamente autorizzata, è consentita solo per prestazioni di altissima specializzazione che non siano ottenibili in Italia tempestivamente o in forma adeguata rispetto al caso clinico.

L’autorizzazione deve essere richiesta alla ASL di residenza, presentando la domanda, la proposta di un medico specialista e l’eventuale documentazione prevista dalle disposizioni regionali.

La documentazione viene valutata dal Centro di Riferimento Regionale competente, che comunica il proprio parere alla ASL. In caso di accoglimento, le modalità di rimborso o copertura variano a seconda che la struttura estera sia privata, pubblica o convenzionata.

In caso di rigetto della domanda, è possibile presentare ricorso secondo le modalità previste.

Assistenza domiciliare

Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità percorsi di assistenza domiciliare.

Le cure domiciliari comprendono trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi necessari per stabilizzare il quadro clinico, contenere il declino funzionale e migliorare la qualità della vita.

Queste prestazioni possono integrarsi con l’assistenza sociale e il supporto alla famiglia, generalmente erogati dal Comune di residenza.

Altre agevolazioni pratiche

Esonero dall’obbligo delle cinture di sicurezza

L’esonero dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza può essere richiesto presso gli ambulatori di Igiene della ASL, previa visita medica e presentazione della documentazione sanitaria.

Si tratta di una misura eccezionale, da valutare in relazione alla specifica patologia.

Contrassegno di libera circolazione e sosta

Il Comune di residenza può riconoscere ai malati oncologici in terapia il diritto al contrassegno di libera circolazione e sosta.

Il contrassegno consente il transito nelle zone a traffico limitato e nelle zone pedonali e permette la sosta negli spazi riservati ai disabili. In assenza di questi, può consentire la sosta gratuita nei parcheggi a pagamento, anche se alcuni Comuni non riconoscono questa agevolazione.

Il contrassegno è valido su tutto il territorio nazionale e dell’Unione Europea. È nominativo e può essere utilizzato solo quando l’auto è al servizio della persona intestataria del permesso.

La domanda va presentata al Comune di residenza, allegando la documentazione medico-legale richiesta.

Rimborsi regionali

Alcune Regioni prevedono rimborsi per spese di viaggio e, in alcuni casi, anche di soggiorno per i residenti che si spostano in altre Regioni per ricevere cure.

Prima della partenza è consigliabile rivolgersi alla propria ASL per ricevere tutte le informazioni necessarie.

Diritti fiscali

La persona con grave disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/92, art. 3 comma 3, può avere diritto a diverse agevolazioni fiscali.

Tra queste rientrano agevolazioni per l’acquisto di mezzi di locomozione, detrazioni Irpef, IVA agevolata, esenzione permanente dal bollo auto, agevolazioni per ausili e sussidi tecnici e informatici, detrazioni per spese sanitarie e deduzioni per contributi previdenziali versati per colf o badanti.

Per informazioni aggiornate è utile consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Diritto di conoscere e di decidere

Ogni paziente ha il diritto di essere informato e di scegliere consapevolmente se sottoporsi a una terapia o a un esame diagnostico.

Il consenso informato è il fondamento della liceità dell’attività sanitaria. Può essere revocato in qualsiasi momento e deve rimanere valido per tutta la durata del trattamento.

Nuove tutele lavorative dal 2026

La Legge n. 106/2025 introduce nuove tutele lavorative per le persone affette da patologie oncologiche, croniche o invalidanti con invalidità pari o superiore al 74%.

Dal 1° gennaio 2026 sono previste:

  • 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami e cure mediche;
  • possibilità di richiedere un congedo fino a 24 mesi con conservazione del posto di lavoro;
  • priorità nell’accesso al lavoro agile, quando compatibile con la mansione svolta.

Si tratta di misure importanti per tutelare la dignità, la qualità della vita e il diritto alla cura delle persone che affrontano un percorso oncologico.

Nota finale

Le normative possono cambiare. Per informazioni aggiornate è sempre consigliabile rivolgersi al Comitato ANDOS più vicino o consultare il sito di ANDOS Nazionale ETS.

Fonte: ANDOS Nazionale ETS – “Diritti di chi affronta un percorso oncologico: guida completa alle tutele socio-sanitarie e alle agevolazioni di legge”.

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