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L’alimentazione

CONSIGLI ALIMENTARI DURANTE LE TERAPIE ONCOLOGICHE

Durante i trattamenti oncologici si evidenziano diversi effetti collaterali che coinvolgono i gusti e le scelte alimentari. I principali sono le ben note nausee, ma anche mucositi a carico delle mucose che rivestono l’apparato digerente (in particolare il cavo orale) e squilibri della funzionalità intestinale (stipsi/diarrea legate ad atonia intestinale).

A questo quadro va aggiunto l’aumento di peso, legato a diversi fattori quali trattamenti con cortisonici, cambiamenti ormonali ma anche scelte alimentari scorrette quali l’abuso di prodotti da forno e formaggi salati nel tentativo di placare le nausee. Oltre ad essere considerato un fattore di rischio per l’insorgenza di recidive tumorali e altre patologie cronico-degenerative (ad esempio, patologie cardiovascolari, DMII e sindrome metabolica), il sovrappeso incide negativamente su un’immagine corporea già fortemente compromessa dall’intervento chirurgico e dalla calvizie, rendendo emotivamente più complesso l’intero processo di cura e guarigione.

i consigli alimentari in questa delicata fase della terapia oncologica devono dunque tener conto di questi diversi fattori, per consentire al paziente di minimizzare sintomi che possono spingerlo ad adottare comportamenti alimentari controproducenti e a produrre un quadro nutrizionale sbilanciato.

Vediamo dunque quali alimenti è opportuno introdurre e come distribuirli nel corso delle diverse fasi della terapia.

  1. Riso o altri cereali integrali: a differenza del riso bianco, contiene fibre e soprattutto conserva importanti nutrienti eliminati dai trattamenti industriali di sbiancatura ( vitamine del gruppo B, acidi grassi, Sali minerali come magnesio, fosforo, potassio, silicio e una discreta quantità di proteine). Ha inoltre proprietà antinfiammatorie.
  2. Miglio: piccolo cereale privo di glutine e dal sapore delicato, ha un effetto alcalinizzante e aiuta a combattere l’acidità di stomaco. Contiene inoltre un buon pool di minerali (ferro, magnesio, fosforo, potassio, zinco, selenio) e vitamine (vitamine del gruppo B, vitamina E e K) e una quota proteica superiore al riso.
  3. Legumi: grazie al contenuto in fibre rallentano l’assorbimento degli zuccheri e favoriscono il senso di sazietà, contribuendo al controllo del peso. Sono un’ottima fonte proteica, da complementare con i cereali integrali, e la loro digestione non produce le sostanze nocive che derivano dalla putrefazione intestinale della carne. Acquistateli freschi o secchi da cuocere, per evitare la presenza di sostanze tossiche rilasciate dalle lattine.
  4. Pesce azzurro di piccola taglia: contiene acidi grassi essenziali omega3 con proprietà antinfiammatorie. Assicuriamoci che sia di piccola taglia, quindi a breve ciclo vitale, in modo che le sue carni abbiano accumulato quantità non troppo elevate di inquinanti presenti nei mari. Per la stessa ragione, preferiamo pesci pescati nei nostri mari anziché allevati, in quanto i residui dei mangimi e dei medicinali utilizzati negli allevamenti producono un elevato carico di inquinanti. Gli omega3 sono poi presenti anche nel mondo vegetale, ad esempio nei semi di lino, di canapa, nell’olio di sesamo, nelle noci e nella soia.
  5. Alimenti vegetali: frutta e verdura sono le benvenute sulle nostre tavole per la presenza di acqua, fibre, vitamine, minerali e fotocomposti altamente protettivi per la nostra salute. Un posto d’onore va riservato alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee a cui appartengono le diverse varietà di cavoli: grazie al loro contenuto in glucosinolati sono in grado di ripulire l’organismo dalle sostanze dannose per le cellule e il DNA. Discorso analogo per aglio e cipolle, grazie alla presenza di sostanze solforate e polifenoli. Semaforo rosso invece per le verdure a frutto (peperoni, melanzane, pomodori) che possono stimolare la proliferazione cellulare, e le patate, per l’elevato Indice Glicemico. Allo stesso modo la frutta, seppur consigliata in condizioni di salute, va limitata per scongiurare recidive: sono ammesse mele, pere e mirtilli.
  6. Zenzero: radice orientale ad azione antinfiammatoria e antiossidante. Aggiunto a centrifugati e decotti attenua il senso di nausea.
  7. Curcuma: radice consumata sottoforma di polvere come condimento, ha una potente azione antinfiammatoria che viene potenziata dalla sinergia col pepe nero.
  8. Agar agar: sostanza estratta dalle alghe e utilizzata come addensante, può essere sciolta nel succo di mela senza zucchero per ottenere una bevanda che facilita il transito intestinale.
  9. Kuzu: radice orientale utilizzata sottoforma di farina con proprietà antiacide e antinfiammatorie. Sciolta in un leggero brodo vegetale lenisce le infiammazioni di stomaco e intestino e aiuta a tamponare le scariche diarroiche.
  10. Miso: prodotto simile al dado da cucina, ottenuto dalla fermentazione della soia, ricco di enzimi che favoriscono la digestione e di amminoacidi liberi prontamente assimilabili.
  11. Alghe: ricche di minerali e di mucillaggini lenitive. È sufficiente aggiungerne 1 cm al brodo, un paio di volte a settimana.
  12. Acidulato di humeboshi: prodotto simile all’aceto di mele, ottenuto dalla fermentazione di prugne acerbe. Un cucchiaino sciolto in mezzo bicchiere d’acqua, con eventuale aggiunta di 20 ml di gel d’aloe, può essere utile per lenire le mucositi del cavo orale che rendono dolorosa l’alimentazione.
  13. Tè mu: decotto privo di teina (controindicata perché riduce l’assorbimento del ferro) a base di 16 erbe, tra cui la scorza di mandarino, le radici di peonia, liquirizia, angelica, zenzero e ginseng, cannella, chiodi di garofano, nocciolo di albicocca e prezzemolo giapponese, fungo Poria, atractylis, zigolo dolce, rehmannia, coptis e corteccia di moutan. Ha un’azione lenitiva sull’intestino.

Dopo questa breve “lista della spesa”, vediamo ora come distribuire questi alimenti nelle diverse fasi della terapia.

FASE 1: PREPARAZIONE ALLE TERAPIE.

In questa fase si concentra l’attenzione sulla prevenzione dei disturbi intestinali, evitando latte vaccino e derivati e contenendo anche la frutta zuccherina, alimenti che tendono a fermentare provocando gonfiori ed episodi diarroici. Via libera invece alle bevande vegetali (i cosiddetti “latti vegetali” di soia, riso, avena, mandorla, ecc. purché al naturale senza zuccheri aggiunti), mele, pere e mirtilli.

Esempio di giornata alimentare:

Colazione: latte vegetale con fiocchi di avena o altro cereale senza zuccheri aggiunti, frutta fresca tra quelle indicate, frutta secca e/o semi oleaginosi (mandorle, noci, semi di lino, sesamo).

Pranzo: zuppa di verdure e miso con riso integrale.

Cena: piatto misto di cereali e legumi oppure pesce azzurro. Verdure crude o cotte a piacere.

FASE 2: DURANTE LE TERAPIE.

L’alimentazione di questa fase ha lo scopo di contenere gli effetti collaterali delle terapie e contribuire nel contempo ad assicurare un pool di nutrienti importanti per il normale funzionamento dell’organismo.

Esempio di giornata alimentare:

Colazione: porridge salato (con miso)

Pranzo: crema di cereali senza glutine (ad esempio riso o miglio) eventualmente addensata con kuzu o agar agar in caso di diarrea o stipsi o insaporita con una punta di miso in caso di nausea

Cena: crema di legumi, in particolare lenticchie rosse, più delicate sull’intestino. Oppure pesce azzurro bollito e frullato. Anche in questi casi è possibile aggiungere kuzu, agar agar e miso secondo le esigenze.

Lontano dai pasti: centrifugati di verdura e frutta tra quelle consentite con aggiunta di zenzero fresco.

Attenzione in questa fase al consumo di pane e cereali interi, in quanto le fibre potrebbero risultare troppo dure e irritanti per le mucose. Per questa ragione è meglio preferire le creme e i brodi ad alto contenuto di amminoacidi liberi.

FASE 3: DOPO LE TERAPIE.

L’alimentazione in questa fase deve garantire un giusto apporto nutritivo, contenere i fattori di rischio per le recidive (aumento di peso, diete ad elevato IG, sindrome metabolica) e conservare sane abitudini alimentari che contribuiscano nel complesso ad uno stile di vita preventivo.

Esempio di giornata alimentare:

Colazione: latte vegetale o più raramente yogurt bianco (senza zuccheri aggiunti) con musli senza zucchero oppure frutta fresca e secca e fiocchi d’avena oppure 1 fetta di pane 100% integrale con un velo di marmellata senza zucchero

Merende: frutta e/o verdura fresca o sottoforma di frullati o centrifugati

Pranzo: insalata mista con verdure fresche di stagione, una porzione di cereali integrali a piacere condita con verdure, una porzione di crucifere 3 volte a settimana, pane 100% integrale anche in forma di bruschette con aglio e olio extravergine di oliva ed eventualmente qualche piccola acciuga.

Cena: zuppa di verdure e legumi oppure pane 100% integrale con humus di legumi e semi di sesamo oppure pesce azzurro e verdure a piacere. Anche dopo la guarigione si consiglia di limitare il più possibile il consumo di proteine animali, limitandole se possibile al pesce azzurro di piccola taglia. In particolare si consiglia di ELIMINARE le carni rosse conservate e i salumi, come indicato dal World Cancer Research Found nelle sue “Regole d’oro” del 2007. Allo stesso modo sono da evitare le bevande zuccherate, ad alto IG.